Impara la Saggezza Biblica
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Profondità silenziosa per la vita quotidiana

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Perché i piani sembrano sicuri finché la vita non smette di seguirli

Alvin Ellefson

È destabilizzante quando un’interruzione ordinaria sembra una minaccia personale. Un ritardo, un cambiamento, un’aspettativa che salta - e improvvisamente il tuo mondo interiore sembra molto più difficile da tenere insieme. La reazione appare sproporzionata rispetto al momento, eppure troppo reale per essere ignorata.

L’ansia non nasce soltanto dal cambiamento dei piani; nasce dal rendersi conto che quei piani stavano sostenendo più fiducia di quanta ne stessi riponendo in Dio. Il controllo sembrava sicurezza, finché la vita non ha mostrato quanto fragile fosse diventata quella sicurezza. Ciò che appariva come semplice organizzazione può trasformarsi silenziosamente in dipendenza emotiva. Pensavi che il programma ti aiutasse a funzionare, ma in realtà ti aiutava anche a sentirti al sicuro. Così, quando qualcosa cambia, il dolore non è solo un inconveniente - è il crollo di ciò che ti stava sostenendo più di quanto immaginassi.

Questo crea un conflitto interiore difficile da spiegare. Una parte di te sa che ritardi e cambiamenti sono normali, eppure un’altra reagisce come se fosse accaduto qualcosa di profondamente sbagliato. Potresti perfino sentirti in imbarazzo per l’intensità della tua reazione, pur non riuscendo a calmarla. Spesso questa risposta rivela un’aspettativa nascosta: se pianifichi con abbastanza attenzione, allora la vita dovrebbe collaborare. Quando non lo fa, la delusione può sembrare un tradimento.

Ciò che è davvero in gioco è il luogo in cui hai radicato la tua stabilità. Se la pace dipende da risultati prevedibili, resterà sempre fragile. Ogni interruzione diventa una minaccia perché tocca il punto in cui la fiducia è stata riposta nel posto sbagliato.

Il cuor dell'uomo medita la sua via, ma l'Eterno dirige i suoi passi.
Proverbi 16:9 (RIV)

Questo versetto non condanna il pianificare; mette in discussione l’autorità falsa che spesso attribuiamo ai nostri piani. La Scrittura riconosce che le persone prendono decisioni, scelgono percorsi e guardano avanti. Pianificare non è sbagliato, perché una gestione responsabile conta davvero. Ciò che viene messo in discussione è la convinzione che i nostri piani abbiano il potere finale. Gli esseri umani possono tracciare intenzioni, ma solo Dio governa la realtà.

Dio permette alle persone di delineare un percorso, ma riserva a Sé il diritto di dirigere i passi. Questo significa che un’interruzione non è sempre disordine. Una porta chiusa può sembrare caos dalla nostra prospettiva, pur avendo uno scopo sotto il Suo governo. Un ritardo può sembrare tempo sprecato, pur essendo un movimento guidato. Il problema non è aver fatto un piano; il problema è aver creduto che quel piano garantisse risultati che Dio non ha mai promesso. Spesso trattiamo la chiarezza del percorso come se fosse la stessa cosa della sicurezza.

Il fraintendimento nasce dal credere che la certezza venga dal conoscere la strada, mentre la Scrittura colloca la stabilità in Colui che dirige il cammino. Noi vogliamo pace perché possiamo vedere avanti. Dio offre pace perché è Lui a vedere avanti. Noi desideriamo fiducia nella prevedibilità. Lui ci chiama ad avere fiducia nella Sua saggezza. La perdita del controllo può diventare il luogo in cui nasce una fiducia più autentica.

Un piano diventa pericoloso quando smette di servire l’obbedienza e inizia a sostituire la fiducia. I piani sono servi utili, ma pessimi padroni.

Quando i piani cambiano, inizia osservando cosa dentro di te si sente minacciato. È l’efficienza, la reputazione, il comfort, il senso di slancio, o la sensazione di avere il controllo? Dare un nome sincero a queste cose aiuta a separare l’evento dal problema più profondo. Invece di correre subito a ricostruire la certezza, fermati abbastanza a lungo da ricordare che la tua sicurezza non è mai stata pensata per dipendere da un calendario, da un risultato o da una sequenza perfetta di passi.

Tieni i tuoi piani con mani aperte, non strette. Continua a prepararti, organizzarti e agire responsabilmente, ma rifiuta di trattare questi sforzi come garanzie. Se una porta si chiude, chiediti quale sia la fedeltà richiesta adesso, invece di ossessionarti su ciò che sarebbe dovuto accadere prima. Se i tempi cambiano, rispondi al compito presente invece di piangere la versione perduta della giornata. La fiducia cresce quando l’obbedienza rimane stabile anche dopo che le aspettative si spezzano.

Molti momenti di ansia non sono causati dalla grandezza dell’interruzione, ma da ciò che quell’interruzione mette in luce. Rivela dove ti stavi appoggiando senza rendertene conto. La frustrazione potrebbe riguardare meno il piano cancellato e più la dipendenza che è stata smascherata. E se questa interruzione non stesse semplicemente bloccando il tuo progresso, ma allentando la presa su una falsa fonte di pace? A volte i momenti più scomodi sono quelli che dicono la verità con maggiore chiarezza.

Non hai bisogno di una vita perfettamente prevedibile per restare saldo. Hai bisogno di un Dio degno di fiducia più di quanto tu abbia bisogno di un programma senza imprevisti. Il cammino può cambiare in modi che non avresti scelto, ma la Sua cura non è cambiata insieme ad esso. Ciò che a te sembra instabile non è mai oltre la Sua capacità di guidarlo.

- Alvin Ellefson

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